Elvis Rosso Sangue

Elvis Rosso Sangue

Una scia di violenza e di follia in quella che doveva essere una notte di festa. Perché la paura e la morte sono sempre vicine a noi. Lo sa bene il dottor Rip catapultato in un girone infernale dal quale non potrà più uscire. Elvis vi dà il benvenuto nel suo Halloween di sangue.

"... in Elvis rosso sangue sono presenti due elementi letali: noir e humor... "

-- Claudio Biondi, produttore cinematografico

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Quel Fottuto Buio

estratto da Elvis rosso sangue

Capitolo Due

"Sul Raccordo Anulare trovò un inferno di lamiere, stessa cosa su via Appia Nuova. Decise di optare per una scorciatoia. La sola possibile era la Via dei Laghi, così diceva il navigatore, una lingua d’asfalto che si insinuava nel folto bosco dei Castelli Romani.
Gli disse bene, la Via dei Laghi era deserta. Rip pensò che solo la passera della sua professoressa di inglese al liceo potesse essere più desolata. Dopo di che scoppiò in una fragorosa risata. Se qualcuno lo avesse visto lo avrebbe preso per pazzo. Da solo in auto e vestito da Elvis se la rideva di gusto. La risata, però, non era così genuina. Tradiva un certo nervosismo. Ne erano testimoni le nocche sbiancate delle mani che stringevano in modo esagerato il volante. Rip era teso, e la ragione si trovava in quella strada sperduta.
Non voglio che tu faccia quella strada, gli aveva detto sua moglie al mattino.
I ragazzi del 118 l’avevano ribattezzata la strada della morte. Non passava settimana che non ci fosse un incidente. Era stretta e a doppio senso, senza illuminazione e piena di curve cieche. Sui due lati della carreggiata la fitta vegetazione impediva qualsiasi visuale. Dietro ogni curva poteva esserci un animale come un camionista dalla guida allegra.
Rip premette il piede sull’acceleratore. Voleva uscire da quel tormento d’asfalto il prima possibile. Raggiunse gli ottanta orari. Cominciò a tagliare le curve per non decelerare. Faceva affidamento sul buio. Se fosse arrivata un’automobile avrebbe di certo visto il riverbero dei fari.
Il suo sguardo era fisso sulla strada scura che si arrampicava sulla collina per poi ridiscendere lungo la sponda del lago Albano. Era sulla sua destra. Le luci dei centri abitati si riflettevano sulla superficie dipingendo un quadro naturale suggestivo.
In quell’ultimo tratto la strada era più tranquilla. È questo che Rip pensava mentre affrontava una curva che si rivelò più insidiosa del previsto. Rip se ne accorse quando ormai era tardi per frenare. Avrebbe potuto solo correggere la traiettoria, ne aveva sia il tempo che lo spazio. Certo, uscendo dalla curva avrebbe invaso l’altra corsia, ma non sembrava venisse nessuno in senso contrario.
Apportò quella piccola correzione. L’auto rispose alla perfezione. La sostituzione degli pneumatici la settimana prima era stata azzeccata.
Rip non fece in tempo a sorridere che i suoi fari si piantarono negli occhi di un cinghiale selvatico completo di zanne. Se ne stava in mezzo alla strada, placido e tranquillo.
Rip reagì d’istinto. Sterzò. L’auto si infilò nella fitta boscaglia schiantandosi contro un albero.
L’airbag gli esplose in faccia mentre la cintura di sicurezza completò il servizio schiacciandogli il torace.
Il silenzio della boscaglia fu spezzato da un clangore di metallo e vetri."

(Elvis rosso sangue, capitolo due)

— ELVIS ROSSO SANGUE PRIMO AL CONCORSO NOIR CORPIFREDDI 
Elvis Rosso Sangue

di Sam Stoner

Anno 2015

pp. 50

Cartaceo € 5,14

Ebook € 1,21

ISBN:978-1514818350

Copertina e impaginazione

www.idee-creative.it

Editing

Chiara Gramigna chiaralelieur@gmail.com

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