ViMagazine intervista Sam Stoner

1 ottobre 2015

Sam Stoner: Il Tredicesimo Racconto

-ViMagazine-
a cura di Barbara Marin

 

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BARBARA MARIN

INTERVISTA

SAM STONER

1. Cominciamo dalla trama. Da dove nasce questa storia? Dalle sue paure o dalle sue certezze?

Un giorno passeggiando nella speranza di schiarirmi le idee riguardo quello che avrei dovuto scrivere, avevo buttato giù un paio di bozze che non mi convincevano, ebbi un’intuizione. Non scrivere delle paure interne, delle ombre dell’animo umano, tema a me caro, ma scrivere di qualcosa che venisse da fuori, qualcosa che potesse terrorizzare. E la sola cosa che terrorizza l’uomo è l’ignoto, perché non ha idea di come fronteggiarlo al pari delle ombre dell’animo. Due paure lontane eppure vicine.

2. parlando di stile quali sono gli scrittori che hanno partecipato alla sua formazione? Tra i grandi c’è qualcuno che le piacerebbe leggesse questo suo libro? E se sì quale e perché?

Gli scrittori della mia formazione sono Dostoevskij, Balzac, Dickens, Poe, Woolrich, Fante, Tom Robbins, Ellroy, Westlake, King.Più tutta la letteratura ebraica americana (Singer, Bellow, Roth, Salinger, Richler). Tra i grandi vorrei che leggesse il romanzo Stephen King, mi piace il modo dissacrante in cui miscela thriller ed esoterismo pur rimanendo fortemente ancorato all’intima natura umana.

3. I personaggi sono disegnati magnificamente e  hanno una personalità definita, nella narrazione e attraverso i dialoghi. Chi sono Dave e Cath? Chi sono gli abitanti di queste pagine? Qualcuno di loro viene dal quotidiano di Sam Stoner? Qualcuno forse è Sam Stoner?

Grazie, la parte più complessa è dare ai personaggi un proprio carattere. In questo romanzo mni sono casualmente ritrovato ad aver a che fare con una coppia e mi è piaciuto sondare gli equilibri che riescono a tenere unite due persone nel quotidiano e di fronte a un problema. Volevo fossero due persone qualunque, come tutti gli altri, persone come noi. Io mi sono identificato in Dave, in alcune sue ingenuità. In fondo sono un ingenuo che crede ai sogni e ne sono felice.

4. Ha avuto una grande abilità Stoner, quella di riuscire livelli di percezione sensoriale diversi senza scadere nel banale. David e le voci. David e gli incubi. David che deve vedere, deve sapere. David che beve la cioccolata. E dopo poche righe incontra creature mostruose contro le quali deve combattere. Tutto fa pensare a una grande regia., dissolvenze e flashback, come in una pellicola. Quanto ha influenzato il cinema la sua scrittura? E quali sono i registi che predilige?

Io vivo in un eterna fantasia cinematografica nella quale la realtà è solo un film. Da qui prendono forma le mie storie sempre proiettate sullo schermo del mio immaginario cinema. I registi che adoro sono Terry Gilliam, Spielberg, Almodovar, Hitchcock, Allen.

5. Bisogna spennare il fagiano, Stoner. Mi racconti il suo libro in 10 righe.

Glielo racconto in 10 parole: Un uomo che ritrova se stesso attraverso paura e perdita.

6. Il foglio bianco è un dramma per ogni scrittore almeno una volta nella vita. È un cazzo per il culo, ragazzo. Quante volte è accaduto durante la stesura del libro? Ci ha messo un mese o 5 anni?

Eh, sono cazzi amari quando accade e per la prima volta è accaduto proprio con questo romanzo. Sono riuscito a superare questa fase grazie a una persona che forse non avrei mai conosciuto così bene, come poi è avvenuto se non ci fosse stato quel problema da superare. Per tutto c’è una ragione.

7. Ho notato da lettrice una grande evoluzione da Elvis Rosso al Tredicesimo Racconto soprattutto nel descrivere le scene cruente. Mi lasci dire, oggi Sam Stoner è fottutamente bravo a farci saltare sulla sedia, è padrone del genere e direttore artistico delle sue storie. Cosa pensa dei suoi libri?  Il suo preferito?

Grazie, cerco sempre di affinare gli strumenti della scrittura e soprattutto sorprendere il lettore, lascio ad altri il compito di annoiare e sfinire. Il mio romanzo preferito è il prossimo. Sempre il prossimo, anche se ci vorrà un po’ di tempo per renderlo disponibile per i lettori.

8. Quanti finali aveva in mente Stoner quale altro finale possibile  aveva in mente per questo nuovo incubo?

Ne ho scritti un’infinità. Tutti plausibili ma poco efficaci, credo questo sia il migliore anche se avrei renderlo più ricco, più articolato ma credo che le quasi 400 pagine alla fine si siano fatte sentire.

9. Mi indica un pezzo del suo racconto che ha adorato scrivere? Quello che ogni volta che lo rilegge si dà una pacca sulla spalla  fiero e compiaciuto?

Sono tre: quello del flashback di Dave al parcheggio di New York. Un pezzo mai toccato dall’editor perché perfetto. Mi piace per le atmosfere che evoca e per come le battute riescono a definire la situazione e i personaggi. L’inizio e il capitolo che introduce il professor Harding. Forse i tre pezzi più sboccati del romanzo. a pensarci bene.

10. 10 domande 10. Dovrebbero essere 13 per stare in linea con il titolo gliene faccio altre tre mettendola in gioco Stoner. Ecco la prima.

11. i suoi libri sono popolati alcune discinte e audaci altre beatificate da una verginità interiore che, si sente che le piace. Mi parla di questo? Si dividono in categorie le donne secondo Sam?

Non è Sam a dividere in categorie le donne. Le donne sanno farlo da sole e meglio di me. A seguito della mia educazione mi spontaneo attribuire un’aurea di santità alle donne caste e probe, a patto che lo siano davvero, ho conosciuto vergini che avevo spifferi consistenti nella porta posteriore. Auspico che la donna capisca che per essere emancipata non deve scimmiottare l’uomo né tanto meno assumere comportamenti sessualmente discinti. Se sente di farlo che lo faccia ma senza urlarlo al mondo.

12. Il turpiloquio dilaga. Fottuto bastardo, figlio di puttana eppure lei nella vita è simbolo di eleganza e raffinatezza. Un uomo senza volgarità alcuna. La scrittura è il suo alibi per dire cose che le appartengono in profondità o è solo un pretesto per calarsi in un ruolo che le si addice quando posa il balzer blu e impugna la penna?

Credo non esita una persona che non usi quelle espressioni tra le mura di casa. Lo fanno tutti. Lo faccio fare anche ai miei personaggi. Poi dipende dai personaggi e dal contesto. In alcuni racconti sono piuttosto raffinato nel linguaggio ma i personaggi compiono atti efferati. Non credo esista differenza tra linguaggio “sporco” e un atto “sporco” e poi mi diverte dare un calcio in culo ai “benpensanti” anche se solo attraverso la parola.

13. Faccia lei una domanda a me sul suo libro. Se può mi metta in difficoltà. Lei può farlo. E io gliene sarò grata.

Dalle domande che ha fatto, lei ne sa più di me. Ma voglio metterla alla prova, quando Dave e Cath fanno sesso nel parcheggio?

Barbara Marin per il Tredicesimo Racconto di Sam Stoner.

Uscito il marzo 2015

Il romanzo si acquista su Amazon e in tutte le librerie on line:  RizzoliBookrepublic, Omniabook, Hoepli, SreetKibStoreWeltbild, GooglePlay.

Citami i collaboratori e le persone che hanno partecipato alla realizzazione del romanzo.

Per lo sviluppo dello stile e della storia ringrazio Barbara Marin. Per l’editing strutturale ringrazio Tecla Dozio (non è responsabile di eventuali orrori da me inseriti successivamente). Per la consulenza esoterica ringrazio Antonella De Gaetani. Per la pubblicazione ringrazio Enzo “Bodycold” Carcello (agenzia Sonofabook) e l’editore Lettere Animate.