Sam Stoner

CHI È SAM STONER

Chi è Sam Stoner.Scrittore di Noir (con qualche incursione nella scrittura brillante, non per niente un famoso critico teatrale vide nella mia scrittura lampi di Sir Alan Ayckbourn, solo uno dei più grandi autori teatrali inglesi). Ma Sam, ossia il sottoscritto, è anche ideatore e Direttore Editoriale della rivista di cultura gotica/horror Mary Shelley Project Magazine, ideatore e direttore editoriale della rivista di letteratura femminile ThinkPink Magazine. Redattore per la testata giornalistica Dazebao News  per la quale scrivo recensioni teatrali e cinematografiche e graphic designer per Idee Creative .

Cosa legge Sam Stoner. Sono appassionato di letteratura anglosassone (inglese e americana), prediligo il genere hard boiled e noir, la letteratura classica inglese e americana con un particolare interesse per gli scrittori ebrei americani, ho letto così tante opere da saperne più di ebraismo che di cattolicesimo. Da non trascurare gli scrittori afroamericani, hanno prodotto opere straordinarie rivoluzionando la prosa. Un grande amore è la letteratura dell'Ottocento che in questo caso spazia ben oltre i confini inglesi e americani arrivando nella lontana Russia, terra che ha dato i natali a un genio assoluto, Fedor Dostoevskij.

I racconti Una mia grande passione è il racconto: una manciata di pagine, una storia fulminante, dialoghi serrati. Scrivere un racconto è pura adrenalina anche se sempre più spesso mi lascio trasportare dall'entusiasmo e quello che dovrebbe essere un racconto di cinque, sei pagine finisce per di riempire trenta fogli. I risultati non si fanno attendere ed ecco che le mie storie approdano in varie antologie di racconti (Bonsai, Natale in Noir, Italian Noir, Paesaggi letterari, Cronache dalla fine del mondo, Ricordi di giocattoli, Ventidue pallottole, Note in nero, Oltre la paura, 99 Rimostranze a Dio, Giallolatino 2013 e 2015, Scrivendo racconto, I figli di Cthulhu, Romani per sempre, Io scrivo per voi) per chi volesse saperne di più basta andare nella apposita sezione Antologie per trovare la descrizione di ogni racconto e un breve estratto in lettura.
Ci sono infine i racconti che ho deciso di mettere in lettura gratuita qui sul sito, nella sezione "Racconti".

 
I premi
Sono arrivato primo al concorso CorpiFreddi-BlogSpot 2012 con il racconto noir inedito “Elvis Rosso Sangue” e sono vincitore per Giallolatino 2013 e Giallolatino 2015 arrivando tra i primi dieci autori e quindi presente anche nelle pubblicazioni ; ho vinto il concorso di Chichili Italia con il romanzo breve brillante “L’amore questo bastardo”.

Cosa ho pubblicato
Ho pubblicato "Elvis Rosso Sangue", "L'amore questo bastardo" e il racconto hard boiled “Moscow’s Fury” per Atlantis – Lite Editions. Il romanzo thriller/horror "Il Tredicesimo Racconto" pubblicato con Lettere Animate nel 2015. Il racconto giallo "Il delitto perfetto" nel 2017.

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Sam Stoner Bio 2017

Sam Stoner Giallolatino 2015
Sam Stoner Giallolatino 2013
Sam Stoner

 

Estratto dalla "Biografia non autorizzata di un folle"

di Angelica C. Gherardi

"Chi è Sam Stoner? Uno scrittore? Un investigatore? Un giornalista? Un avvocato? Nessuno lo sa con esattezza, ma qualsiasi cosa egli sia, dietro al sostantivo ci sta bene l’aggettivo “privato”.

A New York lo si è visto spesso con in mano un taccuino a righe e una penna a sfera con inchiostro rigorosamente blu prendere appunti davanti ad una scena di violenza urbana, davanti al tribunale penale e federale, seduto su una panca accanto a qualche arrestato di fresco per reati minori e qualche puttana dal rossetto sbavato e le calze bucate arrestata per adescamento, davanti al banco “delle accettazioni” di qualche commissariato di quart’ordine. Ma bazzica altrettanto i cimiteri nei giorni di funerale o le hall degli hotel una volta di lusso e alla moda, adesso frequentati solo da vecchie signore di un’alta borghesia che fu.

E l’ambiente dei discendenti di nobili russi fuggiti da San Pietroburgo durante la rivoluzione di ottobre non ha per lui alcun segreto. Si dice anche che custodisca gelosamente un uovo Fabergé di grande valore donatogli da un’anziana duchessa il cui nome finisce in “ova” per non si sa bene quale servizio reso. Forse le aveva tirato fuori dai guai il figlio trascinandolo fuori appena in tempo da una bisca clandestina prima che sui tavoli, accanto alle fiches, apparissero le pistole. O forse è qualcosa di molto più personale che aveva ricordato alla vecchia che una volta era stata giovane e bella.

Il fatto che Sam sia ossessionato dal blu, nell’inchiostro delle sue penne ma anche nell’abbigliamento e negli oggetti che lo circondano, non ha niente a che vedere con il colore dei suoi occhi. Alcuni raccontano che sia perché da bambino è caduto in acqua e fosse quasi affogato precipitando in un lago gelato il cui ghiaccio troppo sottile si era rotto sotto il suo peso. Prima di perdere conoscenza era stato più di un minuto immerso in quel blu profondo privo di luce, a scrutare quelli che per lui erano abissi misteriosi popolati da chissà quali personaggi mitologici. Altri invece giurano che il blu gli ricordi quell’esperienza iniziatica che aveva vissuto in un lurido motel del deserto messicano dopo aver ingerito funghi allucinogeni; durante il “viaggio”, tutto blu, Sam aveva ricevuto La rivelazione, aveva capito il senso della vita, ma tutto si era puntualmente dissolto nel nulla quando gli effetti del fungo si erano evaporati. Da allora egli cerca di ritrovare la spiegazione di tutto nel blu di cui si contorna.

Gli unici vezzi e vizi conosciuti di Sam Stoner sono le sigarette di cioccolata che mangia forse solo due volte al giorno ma che tiene, ancora con la loro cartina bianca protettiva intorno, appese alle labbra dalla mattina alla sera, e la sua bevanda preferita, l’effervescente Brioschi. Le prime se le fa arrivare direttamente dal Belgio, patria della cioccolata ma anche di suo nonno, un diamantario ebreo fuggito da Anversa nel ‘39. Quando era arrivato a New York aveva cambiato il suo nome in Stoner, “pietraio” , riprendendo a esercitare il suo mestiere, tagliando e vendendo pietre preziose; era sempre rimasto un oscuro lavorante nascosto nel retrobottega di un’altrettanto oscura gioielleria del quartiere yiddish, ma era riuscito a mandare il figlio all’università. Di questo si era poi amaramente pentito, perché suo figlio, il padre di Sam, fuori dal ghetto aveva conosciuto troppa libertà, aveva smesso di mangiare kosher, di santificare lo shabat e alla fine aveva anche sposato una goy, una ragazza cattolica di origini italiane. Da quel giorno il padre ripudiò definitivamente il figlio, e Sam non conobbe mai suo nonno, belga come le sigarette di cioccolato che mangia.

L’effervescente Brioschi invece se lo fa venire dall’Italia, retaggio di quella santa donna di sua madre, tutta bellezza, passione e carattere, i cui genitori umbri avevano lasciato la Madre Patria per costruirsi un futuro migliore in America, senza mai però imparare l’inglese e continuando a parlare in dialetto. Si installarono a Little Italy dopo essere rimasti tre mesi parcheggiati a Ellis Island insieme a tanti loro connazionali, in attesa che le autorità americane concedessero loro di sbarcare sulla terra ferma per rifarsi una vita. Col tempo, dopo aver fatto mille lavori umili, riuscirono ad aprire una piccola bottega di prodotti tipici italiani, che pian piano negli anni si era ingrandita diventando un’istituzione per i newyorkesi. Little Italy vide i natali della madre di Sam e dei suoi sette fratelli e sorelle. Ma è lei di cui i genitori vanno più orgogliosi, quella che ha studiato e si è sposata con quel bell’uomo dagli occhi azzurri; vabbé, non è cattolico, però non va più alla sinagoga, festeggia con loro il Santo Natale e ha lasciato che il piccolo Sam crescesse nel grembo della Santa Chiesa."

© 2010 by Angelica C. Gherardi